Esistono persone che portano con sè il sintomo, la malattia, ma che non sono il problema; esistono sistemi che si ammalano, perchè qualche ingranaggio si è bloccato, perchè nel sistema si incontrano le esistenze di ognuno con le relative difficoltà e relativi modi di vivere, di stare al mondo, e quando questi non si incontrano, ma si scontrano, si manifesta il "sintomo", il "disturbo", la "malattia"; ma il sintomo non è solo di chi lo porta, ma è di tutto il sistema partecipante. 
E' quindi fondamentale considerare tutto ciò che c'è sullo sfondo, non considerare il singolo solo come singolo, ma come singolo in relazione alla pluralità dei suoi mondi. 
L'approccio sistemico relazionale considera quindi l'individuo in relazione, in movimento, nei suoi sistemi e contesti di vita e di azione. Ogni passo genera un altro passo con se stesso e con gli altri, fino a creare movimenti di danza in cui ognuno è collegato all'altro. 

In questo tipo di approccio, anche io come persona e come terapeuta, entrambe in crescita, sono considerata facente parte del sistema o del singolo che si avvicina al mio sistema e alla mia individualità. 
Si crea quindi una relazione che permette di osservare dal di fuori ciò che accade dentro, e tramite questa, ci si può dare la possibilità di creare nuove relazioni e attraverso queste, osservare come la relazione terapeuta - paziente, possa essere evolutiva, possa essere un  trampolino di lancio, per sperimentare nuovi modi e nuovi mondi, e creare degli effetti  sugli altri contesti di vita e sistemi in cui l'individuo è immerso.  

L' approccio integrato permette di farsi contaminare da discipline, tecniche, studi, che non sono propri della sistemica, ma che aiutano nel nostro lavoro con l'altro; forte attenzione è data al corpo, portatore delle nostre memorie e simbolo delle nostre lotte cognitive, che se non trovano la pace, trovano sfogo sul corpo; corpo considerato quindi come benessere e come consapevolezza, intesa questa come capacità di essere nel presente, nel qui ed ora, a contatto con le proprie sensazioni, i propri istinti, le proprie intuizioni e la propria capacità di prendere l'altro dentro di noi.